Anno nuovo, vita nuova
Molti a fine anno decidono di cambiare casa. Ti laurei e cambi città, vai a vivere con l’amichetto di sempre, con il moroso/morosa (magari entrambi), trovi una stanza libera con dei nuovi coinquilini o in tempo di crisi, affitti una stanza di casa tua ecc…
Io ormai sono 2 anni e passa che abito da solo (da oltre un anno spesso in compagnia della mia ragazza).
Oggi mi è tornato in mente che per 8 anni ho vissuto con altre persone in città diverse e in appartamenti diversi
Quasi quasi cerco di ricordarli tutti:
- Matteo F, primo storico compagno di stanza. Ha reso il mio adattamento alla vita vera una meraviglia. Quando lo chiusi a dicembre in terrazzo la prese anche piuttosto bene.
- Giulio, la sportività fatta persona. Pensate ad uno sport: lui lo ha fatto prima di voi e ha 7 brevetti a riguardo.
- Matteo il vecchio, non ricordo il cognome ma era vecchio e il giovedì faceva la fagiolata.
- Ruben, 4 mesi, 4 notti in casa con l’accento più meraviglioso del mondo.
- Moritz, un ratto abusivo che ha infestato casa per 3 settimane, tra le più orribili della mia vita di 19enne. Il nome glielo diedi io.
- Alessandro, l’alfiere della mia vita da studente, baluardo e custode dei segreti della mia stanza per 4 memorabili anni.
- Nicola, dalle infinite notti insonni e discussioni di ogni tipo.
- Antonio, dalla futura sfolgorante carriera nel pdl. Pisciava fuori dal cesso, si sappia.
- Fratello di Antonio, di cui non ricordo il nome, ma ricordo che ho litigato con un suo amico che era finito in un fosso con la macchina ed ha osato svegliarmi telefonando a casa per chiedere aiuto in piena notte.
- Lorenzo, e le “metropoli de agari” del nostro tappeto.
- Matteo R, compagno di qualsiasi fregnaccia la nostra mente abbia ordito. Quando ha lasciato l’appartamento gli ho regalato una maglia dell’inter di Bobo Vieri, non dico altro.
- Ciak, fidato braccio destro (o meglio, era lui il capitano della missione) di qualsiasi, festa, serata, bevuta, nonché maestro di vita in fatto di donne.
- Marco, compagno, compagno in tutti i sensi. Mi ha introdotto al pensare politicizzato, grazie.
- Antonio E, arrivato come un bamboccio dal profondo sud, aiutato dalla ciurma nello svezzamento.
- Alessando detto “spizz”, maestro di palinsesti televisivi e di diete a base di castagne e cereali.
- Andrea, maestro e basta. Senpai di infinita saggezza che mi ha insegnato ad eseguire una “mata leao”. Quando è morto il papa abbiamo fatto una foto stupenda.
- Gianluca, che a 17 anni aveva più maroni di tutti voi messi assieme, un fegato d’amianto e i capelli che manco alla pantène.
- Mauro, bookmaker e irrefrenabile scommettitore. Mi convinse a scommettere risultato secco su Corea del sud - Togo, unica mia scommessa all’attivo tutt’ora.
- Giovanni, che alla prima sera ho portato a casa in spalla per le salite di Urbino. Idolo.
- Domenico, sparring partner di infinite partite di pes.
- Mattia, dj dell’unico terrificante locale di Urbino. Dalla sua stanza echeggiava un perenne “unz-unz”
- Supergiovane, non mi ricordo manco come si chiamava, ma era un minchione epocale.
- Christian, si forse ti chiamavi così. Abitavo con lui il primo mese a Bologna. Visto una volta, si è congedato con un signorile biglietto in cucina.
- Silvia, vista poco pure lei. Mi chiedeva i soldi dell’affitto e mi faceva i complimenti per come pulivo.
- Elisa, tutti tuoi i quadri in quella casa. Ti ho fatto sorbire una dimostrazione dell’aspirapolvere folletto per pulire la moquette che era indegna.
- Lisa, insegnante dalle veglie impossibili, con la casa più bella in assoluto.
Di tutti serbo più o meno un ricordo, e li ringrazio per avermi reso così bella la vita.
Soprattutto ora che vivo da solo.
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zanecostrutto posted this